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Si definiscono abitudini viziate alcuni stili di comportamento
normali in un determinato periodo di vita nel momento in cui si protraggono
nel tempo.
Si usa chiamarle abitudini viziate
in quanto
possono comportare danni alla crescita dento-scheletrica. Sono abitudini viziate,
in questo senso, il succhiamento del
dito, l'utilizzo del succhiotto, la nutrizione al biberon oltre il periodo normale di
svezzamento.
Vengono definite abitudini viziate, sempre in riferimento all'influenza negativa
che esercitano sulla crescita dei mascellari e sullo sviluppo della dentizione,
anche la permanenza del riflesso di deglutizione atipica, il morsicamento del labbro inferiore,
l'onicofagia (morsicamento delle unghie).
Attraverso l'abitudine viziata vengono esercitate pressioni abnormi e prolungate sulle arcate dentarie in via di sviluppo e sui mascellari in crescita, tanto che si possono determinare modifiche nelle posizioni dentali, alterazioni nella forma di arcata e nella crescita dei mascellari.
L'abitudine viziata non sempre determina danni consistenti di crescita scheletrica. Uno studio americano su 2.000 bambini in età prescolare ha riscontrato che il 54% dei soggetti senza malocclusioni aveva comunque un'abitudine viziata. Si deve da ciò dedurre che la malfunzione periorale determinata dalle abitudini viziate non determina costantemente un danno ma agisce come fenomeno deformante solo quando c'è una predisposizione verso un modello anormale di crescita scheletrica sagittale (Malocclusioni di prima, seconda e terza classe), verticale (Malocclusioni con morso aperto o profondo) o trasversa Malocclusioni con morso contratto).